11 novembre 2013

E-book, perché no?


A tu per tu con Sara Notaristefano, insegnante di materie letterarie, autrice di saggi e recensioni, e scrittrice. 

Nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo, «Delusa dal paradiso» (ed. Sacco), nel 2012 per Stilo Editrice ha pubblicato «Note di poesia. Canzoni d’autore in lingua italiana, inglese e francese». 
Io l'ho conosciuta così, nella sua caccia a traduttori vagamente folli, come lei amanti di letteratura e musica, che si arrischiassero a tradurre dei capolavori. 
Per passione e per follia, io ho reso in italiano alcuni testi di Tom Waits.


In questa intervista Sara ci racconta qualcosa di più fra angoli nascosti delle librerie, e-book, e letteratura di genere, con una grande passione da trasmettere agli studenti, nonostante l'affossamento della cultura e i continui tagli all'istruzione.

Da Taranto sei approdata in Alto Adige, e quindi, forse, ti toccherà imparare il tedesco. Nel frattempo, insegni italiano. Riesci a trasmettere la tua passione ai tuoi studenti?

Sara: Generalmente sì, anche se non è facile. I ragazzi sono bombardati da una miriade di messaggi che loro trovano molto più accattivanti e di più facile fruizione rispetto a quelli veicolati dai libri. Tuttavia l’entusiasmo possiede una sua contagiosità; quindi penso sia possibile e doveroso trasmetterlo ai più giovani.

A.: Fra tanta crisi economica e culturale, credi sia possibile non perdere l'entusiasmo? Che scenario prevedi per i giovani che incontri a scuola e per i tuoi figli?

Sara: Entusiasmo e passione rendono possibile la vita. I miei sono alimentati dai piccoli, piccolissimi successi che raccolgo a scuola. Scorgere una lacrima di commozione anche in un solo alunno dopo la lettura di una poesia di Leopardi ti fa comprendere che i giovani hanno sempre la stessa ricchezza, contrariamente a quanto lamentano i laudatores temporis acti. Il vero problema siamo noi adulti, incapaci di ascoltarli e poco interessati a loro. L’aggravante è il disinteresse istituzionale nei confronti dei giovani. Faccio un esempio legato al mondo della scuola: si offrono ai ragazzi tanti nuovi stimoli, come innumerevoli progetti e progettini e le famigerate prove Invalsi, però si tagliano le ore. Il quadro che emerge appare sconfortante, ma, ripeto, i giovani hanno tutte le carte in regola per essere “migliori” di quanto vogliono le istituzioni. Spero, appunto, che i miei figli non siano costretti ad emigrare per evitare di essere stritolati da un Paese gerontocratico e culturalmente pigro.

A.: Secondo le statistiche, le donne, e in particolare quelle del Trentino Alto Adige, sono le lettrici forti d'Italia. Hai riscontrato differenze fra loro e lettrici della tua terra?
S.: Innanzitutto, bisogna chiarire il concetto di “lettore forte”. Leggere molto non significa leggere bene. Inoltre, le regioni settentrionali annoverano migliaia e migliaia di meridionali tra i loro residenti; per non parlare degli insegnanti: quasi tutti i docenti delle scuole settentrionali sono meridionali. Quindi, quando si parla di scuole settentrionali che funzionano, di chi o cosa stiamo parlando? E quando si parla di un nord che legge, che cosa intendiamo? Includiamo in questi numeri anche i meridionali di prima, di seconda, di terza generazione? E gli extracomunitari? L’unica mia alunna che divora libri in biblioteca, per esempio, è pakistana. Per sintetizzare, allora, mi soffermerei su ciò che mi allarma di più, ossia non tanto l’esigua quantità di libri letti in Italia (anche se è, ovviamente, un problema), quanto sulla loro discutibile qualità. E la responsabilità di questo fenomeno va ripartita almeno tra le major, tra gli esiti dei premi letterari più prestigiosi e tra chi distrugge la scuola e la ricerca pubbliche italiane.



A.: Credi nella distinzione di genere, e, nello specifico, nella letteratura di genere? 
S.: Sì, nel senso che i generi letterari esistono necessariamente. Tuttavia, un aspetto intrigante del lavoro letterario, sia creativo sia critico, sta proprio nell’esplorazione dei generi, perlustrandone i confini e scoprendone le contaminazioni. 

A.: Pensi che sotto sotto ci sia un po' di puzza di lobby? 
S.: Indubbiamente.

A.: Quale autore ami e perché? 
S.: Ne amo diversi e per diverse ragioni. In linea generale, amo autori capaci di veicolare una loro lucida visione della realtà attraverso scelte stilistiche funzionali agli scopi che intendono perseguire. 
A.: Quanti libri compri all'anno? 
S.: Tra i cinque e i dieci. 


Una foto di Sara che a me piace molto: ritrae la sua espressività e 
passione
 




A.: Come ti orienti in libreria? Come scegli un nuovo libro o autore?

S.: Mi oriento cercando negli scaffali più nascosti. Non sono mai stata tanto ingenua da fidarmi ciecamente delle operazioni di marketing. Con questo non voglio dire che a priori non leggo un libro di successo, ma che, per acquistare un libro, deve rispondere ad un certo standard di qualità, che, purtroppo, vedo sempre più relegato ai margini dell’editoria e negli angoli più remoti delle librerie.



A.: Quanti libri e quali hai sul comodino?

S.: In questo periodo ce ne sono due: Just kids di Patti Smith, che, benché abbia finito di leggere, non riesco a riporre nella mia libreria e L’opera al nero della Yourcenar, che ho quasi finito di leggere.



A.: E-book sì o no?
S.: E-book, perché no? Io preferisco il cartaceo, probabilmente per quel tipo di affezione che si prova per un vecchio amico, ma non bisogna confondere l’opera d’arte con il suo supporto. Inoltre, il supporto di un testo ha seguito una sua evoluzione. Se così non fosse stato, leggeremmo ancora su tavolette di cera; quindi, perché arrestare un processo evolutivo naturale? Stiamo vivendo una fase di transizione ed io voglio coglierne il fascino anziché ancorarmi al passato.

A.: Hai 3 parole per dire agli italiani che leggere è bello: 
S.: Cultura, libertà e pienezza.

A.: Tu un romanzo lo hai scritto, ce ne vuoi parlare? 
S.: Credo che parlare di un romanzo sia facile per tutti, eccetto che per l’autore. Posso solo dire che in Delusa dal paradiso la personificazione della società italiana attraverso la mia protagonista si è rivelata, purtroppo, lungimirante.  


A.: C'è un libro che sogni di scrivere? 
S.: Sì. Ci sto lavorando da due anni ma, dopo numerose revisioni, non sono ancora soddisfatta. Forse proprio perché si tratta del romanzo dei miei sogni non mi sembra mai perfetto. Afferrare un sogno e dargli forma è estremamente arduo.


A.: Frequenti presentazioni, reading o simili? 
S.: Prima di mettere al mondo due figli, ero un’assidua frequentatrice di iniziative del genere. Adesso, vivendo a mille km dalla mia terra e dalla mia famiglia, trovo molto difficile conciliare lavoro e passioni con la famiglia. L’Italia non è affatto un Paese per famiglie (e non intendo solo quelle tradizionali). In Italia, la famiglia è solo un concetto che viene rispolverato per fare un po’ di demagogia pre-elettorale. Nel concreto, si fa molto di più in Paesi nordici, come la Finlandia.

A.: Cosa ti manca della tua terra e cosa vorresti avesse del nord? 
S.: A parte gli affetti, mi manca il mare, che per me rappresenta un modo di affrontare la vita. Il mare è (e dovrebbe essere sempre) apertura, libertà e accoglienza. Vorrei che la mia terra del nord avesse la stessa qualità della vita ed il concetto che, se non rispetti le regole per una buona convivenza con il tuo prossimo, non sei furbo: sei uno str…

A.: Che canzoni fai ascoltare ai tuoi figli? 
S.: Propongo diversi generi musicali. Anche se sono piccolissimi, voglio capire che cosa amano ascoltare.

A.: Ci sveli un sogno nel cassetto...della scrivania? 
S.: Vorrei continuare ad occuparmi dei rapporti tra poesia e canzone d’autore. E poi vorrei tanto giungere alla versione definitiva del “romanzo dei miei sogni”, su cui non posso anticipare nulla.

Dunque, sentiremo ancora parlare di Sara! 
In bocca al lupo per i nuovi progetti, che speriamo di poter raccontare anche qui.

Sara e il marito Gianfranco hanno anche un blog,  
chiamato "L'irresistibile superfluo"
 per chi volesse seguirli il link è http://lirresistibilesuperfluo.wordpress.com.





















 

1 commento:

Annalisa Dolzan ha detto...


Grazie a Sara anche per la diffusione online di questa bella intervista!

http://lirresistibilesuperfluo.wordpress.com/2013/11/11/note-di-poesia-sul-blog-di-annalisa-dolzan/